Italienisch-Wettbewerb  

Racconto d'autore 2010

Continuazione del testo di Cesare De Marchi di Christian Decker.

(Wettbewerbsarbeit von Christian Decker.)

 


Un Sentimento Strano

L’indomani si svegliò molto presto. Non poteva più dormire perché lentamente realizzava quello che aveva fatto il giorno prima e non se lo poteva spiegare. Perché era seduto sulla scala alle cantine tutta la giornata senza nessun motivo, perché non era andato al lavoro? Era stato completamente assente, adesso gli sembrò come un sogno. Aveva avuto un sentimento molto molto strano, un’emozione che non aveva mai sentito prima.

Dopo la colazione salutò la moglie e i figli, uscì e entrò nell’ascensore. Decise di ritornare alla scala per un attimo, volle assolutamente trovare il motivo per il suo comportamento strano. Fu sicuro che ce ne doveva essere stato uno, volle dimostrare a se stesso che non era pazzo. Guardò la grata di ferro, i cavi dell’ascensore, il posto dove era stato seduto, ma non gli venne in mente una spiegazione. Tentò di ricordarsi: non aveva litigato con sua moglie o con un collaboratore, non era stato nè malato nè tanto stanco, inoltre questo non era il posto adatto per riposarsi.

Certo, aveva tanto lavoro allo studio, quello, però, non era una ragione per non andarci. Anzi era più tranquillo del solito perché lui aveva vinto un processo molto importante qualche settimana prima. Il suo cliente era stato accusato di avere investito un piccolo bambino che stava andando a scuola il quale era morto subito. Era stato assolto a causa del suo buon lavoro. Non avrebbe mai dimenticato la faccia pallida e lo sguardo riempito di odio del padre del bambino quando il giudice aveva pronunciato la sentenza. Se l’accusato era innocente davvero o se era stato assolto ingiustamente, non lo sapeva, ma non se ne interessava neanche. Aveva vinto il processo e quello era tutto ciò che contava, questo è il compito di un avvocato.

Era calmo, si sentì solo il ronzare del’ascensore. Riflettendo intensamente restò ancora alcuni minuti qua, all’ultimo gradino della scala, ma non riuscì a immaginare il suo motivo, non potè spiegare questo sentimento, aveva avuto la mente tutta sconvolta.

Guardando al cellulare poi realizzò che doveva partire affinché non venisse in ritardo allo studio. Depresso salì la scala e attraversò l’atrio verso il portone inventando una scusa spiegando dove era stato il giorno prima la quale poteva raccontare ai suoi colleghi. Se gli avesse detto la verità ne avrebbero riso.

Uscì sul marciapiede quando gli venne incontro il distributore di giornali che lo salutò e gli mise in mano un esemplare. Superficialmente diede un’occhiata alla prima pagina ed uno dei titoloni attirò la sua attenzione subito: ‘Massacro in Studio Legale!’

Scioccato continuò a leggere: ‘Ieri pomeriggio nello studio legale “Morselli & Partner” c’è stata una persona in preda a raptus omicida. La polizia parte dal presupposto che l’uomo all’età di quarantadue anni abbia voluto vendicarsi dell’avvocato che reppresentava l’assassino presunto di suo figlio il quale era stato assolto l’ultimo mese. Verso le quattro il folle omicida entrò nell’edificio in Via Aurelia armato con una pistola. Prima di fucilare se stesso aveva ucciso due segretarie ed uno degli avvocati. Morselli stesso non era presente perché aveva impegni fuori…’

Con la facccia pallida ed a bocca aperta lasciò cadere il giornale.